SBCR: Sir Bob Cornelius Rifo. Storia del leader dei The Bloody Beetroots

SBCR è l'acronimo di Sir Bob Cornelius Rifo, leader dei celebri The Bloody Beetroots, band internazionale di musica. SBC è il loro cantante.

Cosa vuol dire SBCR?

SBCR è Sir Bob Cornelius Rifo, frontman di uno dei progetti più rilevanti nella storia dell’Electro: The Bloody Beetroots. SBCR è il progetto nato con lo scopo di sostituire il main project “The Bloody Beetroots” che poi è diventato un side project sperimentale.

SBCR è un progetto complementare a The Bloody Beetroots. SBCR è l’esplorazione della musica elettronica, entrarci dentro non rimanere superficiale. Vedere le cose sotto un altro punto di vista, da un’altra prospettiva, sperimentazione musicale.


La storia di SBCR

SBCR nel 2006 irruppe sulla scena elettronica con Tommy Tea creando il progetto che oggi si conosce come The Bloody Beetroots, anche se il loro grande salto lo fanno due anni dopo, nel 2008, grazie al loro EP “Cornelius”.

Nel 2010, The bloody Beetroots, si consolidano definitivamente con The Bloody Beetroots Death Crew 77, nuovo progetto nato con l’adesione di Jacopo Battaglia con il nome di Battle, Mad Harris, Dntfsc, di Edward Grinch al gruppo.

Quest’ultimo sarebbe stato incaricato di suonare la batteria ai Lives, dando luogo a uno dei migliori spettacoli dal vivo che abbiamo avuto modo di goderci nell’edizione dello stesso anno del Monegros Desert Festival. Purtroppo, Edward Grinch, scompare poco dopo.

Dopo qualche anno, e con l’abbandono di Tommy Tea, SBCR e The Bloody Beetroots, torna in attività, per quanto riguarda la produzione, e presenta “The Grid”, la prima traccia dopo l’uscita del terzo album in studio, Hide, nel 2013. Un brano che tanto piace, con cui riporta il suo tipico electro-rock e che farà parte di “SBCR & Friends, Vol. 1” nel 2015, a cui seguiranno “SBCR & Adversaries, Vol. 2” sempre nel 2015 e “SBCR & Punks, Vol. 3” nel 2016.

Il suo nuovo EP esce dalla mano di Dim Mak Records di Steve Aoki, etichetta questa che secondo le sue dichiarazioni farebbe già parte della sua famiglia, visto che è stato con loro che ha iniziato il suo viaggio nel mondo della musica elettronica.

Rifo ha pubblicato il suo terzo album come The Bloody Beetroots, “The Great Electronic Swindle”, nel 2017. The Bloody Beetroots ci mostra il suo lato più punk in questo album, una miscela dell’elettronica più selvaggia con le chitarre elettriche, il consueto segno distintivo dell’artista italiano. Pubblica l’EP “Heavy” nel 2019.

Il loro stile di musica è di difficile classificazione, riesce e molto bene a fondere pop, punk, musica classica, electro, rock, hip hop che poi riporta e riconduce ad un dance punk e alla electro house.

Secondo Rifo la sua musica dance elettronica è il ponte che congiunge le sue influenze musicali. Tentava di usare l’energia punk per abbracciare diversi universi di suoni, un caos ordinato, un’unica forma che ogni pensiero dovrebbe avere. La musica, secondo lui, ha il potere di unire per sempre le persone.

Il suo frenetico “Live Act” lo ha portato a suonare nei migliori festival del mondo, da Coachella all’edizione Sónar South Africa, passando per Lollapalooza, Pukkelpop, Ultra Music Festival o Futur Festival, tra gli altri.


Curiosità su Sir Bob Cornelius Rifo

Simone Cogo, il suo vero nome, è nato a Bassano del Grappa. Musicista, disc jockey, produttore, autore, fotografo. Nato nel 1977, lo stesso anno della nascita del punk rock e che Sir Bob Cornelius Rifo a reso evidente dal “1977” tatuato sul petto.

Sir Bob Cornelius Rifo è noto per coprirsi sempre il viso con una variante nera della maschera ispirata a Spiderman, a Venom si dice. L’uso della maschera è una dichiarazione di anonimato, si farebbe più attenzione alle creazioni che alla persona.

Con l’evoluzione artistica di Sir Bob, The Bloody Beetroots a SBCR, c’è anche una maschera nuova.

Hideil secondo album dei The Bloody Beetroots vede la collaborazione dell’ex Beatle, Paul McCartney (Out of Sight), uno dei più importanti musicisti contemporanei. In un’intervista con The Huffington Post, Sir Bob ha affermato che questa collaborazione non è stata solo un’esperienza incredibile, ma è stata anche quella di creare un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni.

Sir Bob sa che ci sono alcuni fan che potrebbero non sapere chi sia McCartney, quindi il suo obiettivo era che indagassero. Sempre in questo album, c’è un altro nome importante quello di Tommy Lee dei Motley Crue.

Ha collaborato anche con Marracash e Salmo. Con Raphael Gualazzi ottiene il secondo posto a Sanremo 2014 con il brano “Liberi o no”.

È un fotografo, ha pubblicato il suo romanzo fotografico “Black Sheep” a Milano che presentava 20 ritratti dei suoi amici più cari sulla scena musicale e televisiva.

I modelli “Black Sheep” sono stati fotografati in bianco e nero per rappresentare la comunità Church of Noise, una comunità musicale-culturale “Nessuna regola, nessun impegno, vite diverse, famose o meno”

Un anno dopo ha annunciato l’uscita di “The Real Church of Noise”.

È un musicista classico ha conoscenze musicali acquisite durante l’infanzia e suona vari strumenti: il basso, la chitarra, le tastiere, la batteria. La musica classica è importante per lui a causa della sua struttura e ha ammesso di essere un fan di Chopin, Beethoven e Debussy.

I Bloody Beetroots non sono un duo, sono un DJ Set con Tommy Tea. The Bloody Beetroots è il suo nome come produttore, SBCR è un’altra versione del suo DJ Set e Tommy Tea non ha mai messo piede in studio, tanto meno prodotto, scritto o registrato per i materiali TBB.

Quanto sopra è stato detto dallo stesso Sir Bob in un AMA su Reddit. Siamo spiacenti, siamo davvero dispiaciuti.

Sir Bob Cornelius Rifo è anche il fondatore del movimento socio-culturale Church Of Noise, un social network dedicato a creativi ed artisti, per favorire la circolazione delle idee; una congragazione di artisti, combattenti, peccatori, emarginati, perdenti e strambi.

Dice Rifo, SBCR, che è arrivato il momento di creare un mondo parallelo, visto che non possiamo combattere il sistema dobbiamo imparare a ricavarne i vantaggi possibile per poter costruire qualcosa di nuovo e da qui Church of Noise, la collaborazione iniziale di Rifo con lo svedese Dennis Lyxzen.

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