Clarín: il più importante giornale dell’Argentina

Clarín è il più importante giornale dell'Argentina. Scopri la storia della nascita e dell'ascesa di questo celebre giornale e del gruppo Clarín.

C’è un motivo ben preciso per cui Clarín è il giornale più importante dell’Argentina. Una storia stracolma di peripezie, successi, articoli e notizie di fama internazionale e personaggi che hanno condizionato la storia del mondo intero. Questo è Clarín, non solo un semplice quotidiano, tabloid o portale di informazione, ma il punto di riferimento per l’informazione argentina.

Ecco qui di seguito tutto quello che c’è da sapere sul giornale argentino Clarìn , andando a trattare oltre alla sua storia anche tutti i collegamenti a esso riconducibili e gli eventi meritevoli di nota nel corso degli anni, oltre a qualche curiosità e informazione aggiuntiva per scoprire tutto ciò che riguarda questo giornale del Sud America.

Clarín: nascita e ascesa di un giornale

Clarín è stato fondato a Buenos Aires il 28 agosto 1945 da Roberto Noble, a capo di un gruppo di antiperonisti, movimento creato da Juan Domingo Perón durante la sua prima carica da presidente del Paese. Ad accentuare e non poco questo movimento c’era la moglie Evita Perón, attrice, politica e grande filantropa argentina. Tra i personaggi di spicco finanziatori della testata non si può non menzionare Alejandro de Tomaso, ex pilota automobilistico e fondatore dell’omonima casa.

Erano gli anni Sessanta quando Crítica e Croníca, due dei più importanti giornali di informazione, vedono il fallimento, lasciando spazio al giovane Clarín che con gli anni diviene il più importante quotidiano del paese sudamericano.

Alla morte di Roberto Noble, la direzione viene affidata alla vedova Ernestina Herrera de Noble. Per lungo tempo Clarín diviene il giornale in lingua spagnola più letto nel mondo e ad oggi conta più di 500.000 copie cartacee vendute al giorno.

La telenovela Papel Prensa

Gli amanti della carta stampata non potranno mai dimenticare la questione Papel Prensa, il principale sito di produzione di carta e cellulosa argentino. In piena dittatura, dopo la morte del capostipite della famiglia Gravier, David, e la cessione delle quote maggioritarie della società a Clarín, La Razon e La Nacion, il governo arresta i restanti Gravier.

Era il 1976 quando Papel Prensa passa sotto il controllo dello stato divenendone di proprietà di quest’ultimo. Una storia dagli innumerevoli risvolti che ha visto i tre giornali indipendenti più conosciuti dell’Argentina restare in piedi e non piegarsi mai alle volontà della dittatura dell’allora governo militare. Un governo militare che voleva possedere la società per controllare ciò che avrebbe dovuto e non dovuto leggere il popolo.

Due anni dopo, nel 1978, le tre testate giornalistiche tornano alla ribalta riacquisendo Papel Prensa grazie ad una immensa campagna mediatica congiunta volta a riconoscere la legalità del precedente passaggio di quote da parte della famiglia Gravier. Capiamo meglio nel prossimo paragrafo tutto ciò che ha riguardato la battaglia Kirchner per il giornale Clarìn.

La battaglia Kirchner – Clarín

Tra il 2008 e il 2015 si svolge una lunga e controversa battaglia giudiziaria tra l’allora presidente Cristina Fernandez de Kirchner e la testata indipendente Clarín. Proprio il noto giornale, insieme agli altri due affiliati La Nacion e La Razon, fu accusato di aver estorto nel 1976 le quote maggioritarie di Papel Prensa con minacce e intimidazioni contro la famiglia Gravier, voci però mai confermate dai familiari del banchiere David Gravier.

Questo procedimento avrebbe quindi portato il trittico di giornali a possedere le quote maggioritarie di Papel Prensa che altrimenti sarebbero passate al governo.

Era il 2010 quando la paura crescente che lo stato potesse controllare le voci scomode si diffondevano. Una telenovela che prendeva ogni giorno una strada diversa.

Ad oggi Papel Prensa è di proprietà maggioritaria di Clarín e La Nacion (La Razon ha pubblicato per l’ultima volta il 29 dicembre 2017) e in minima parte dello stato, secondo delle leggi del 1972. Andiamo a vedere qui di seguito un altro evento che ha segnato la storia del giornale Clarìn, ovvero la morte del Diez, il 25 Novembre del 2020. Qui di seguito tutti i dettagli…

25 novembre 2020: la morte del Diez

Ai più, soprattutto agli appassionati di calcio e sport in generale, Clarín è noto per essere stato il primo giornale al mondo ad annunciare la morte di Diego Armando Maradona il 25 novembre 2020. Una notizia che ha sconvolto il mondo e che ha dato a Clarín ancor più popolarità di quanta non ne avesse già.

In quei giorni la testata di Buenos Aires è stato il punto di riferimento e il tramite per i maggiori tabloid mondiali: The Guardian, Il Corriere della Sera, Daily Mail, Bild Zeitung e Le Monde hanno preso spunto dalla notizia del quotidiano argentino per diffonderla nella loro lingua.

Il Grupo Clarín

Nella storia del giornale, senza dubbio c’è da tenere in considerazione quella della formazione del “gruppo”, in particolare, nel 1999 viene fondato il Grupo Clarín come tale e di questo fanno appunto parte l’omonimo quotidiano, Papel Prensa, la tv via cavo Cablevision e il canale Channel 13 (di proprietà attraverso Artear).

Ad oggi è il più grande conglomerato di media in Argentina e nel 2007 il gruppo è stato quotato nelle borse di Buenos Aires e alla London Stock Exchange (Borsa di Londra) mettendo a disposizione degli azionisti il 20% delle quote societarie.

Il Grupo Clarín SA conta più di 7000 dipendenti ed il suo CEO è Hector Magnetto e tra i maggiori azionisti del gruppo figura la banca d’investimento Goldman Sachs. Insomma, come avrete potuto comprendere, il giornale Clarìn dell’Argentina è un vero e proprio simbolo della nazione, pronto a informare tutti i suoi cittadini e a fornire informazioni utili e aggiornamenti sulla quotidianità. Si tratta di un vero e proprio punto di riferimento.

Speriamo di avervi fornito tutte le informazioni di cui avevate bisogno sul giornale Clarìn e la sua storia. Dopo aver trattato tutti gli argomenti a esso collegato, non ci resta che continuare a seguire e leggere questa famigerata testata giornalistica argentina, insieme a tutti i suoi aggiornamenti nel corso del tempo che verrà.

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